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SLA: nasce il Registro nazionale

I dati e le informazioni sui pazienti con SLA (circa 6.000 in Italia) sono fondamentali per guidare la ricerca e supportare il sistema sanitario nell'offrire assistenza adeguata. Con questo scopo, AISLA ha collaborato con l'Associazione del Registro dei Pazienti Neuromuscolari per creare il primo Registro nazionale dei pazienti con Sclerosi Laterale Amiotrofica e ha avviato l'indagine "What ALS Wants?", condotta dall'Istituto Mario Negri per chiarire i bisogni e le priorità dei pazienti, dei loro caregiver e dei medici.

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Fumo: sigaretta elettronica, 'tanto vapore per nulla?'

Questi sono i tratti del consumatore abituale di sigarette elettroniche in Italia. A delinearli è una ricerca condotta dall'associazione I-Think dal titolo ''Tanto vapore per nulla? Il punto sulla sigaretta elettronica'', che esamina i principali studi scientifici, le disposizioni normative e i dati relativi alla diffusione della e-cig in Italia e nel mondo. La ricerca intende stimolare il dibattito e contribuire a un percorso normativo che regoli la crescente diffusione delle sigarette elettroniche, introdotte in Cina nel 2003 e disponibili in Europa a partire dal 2006.

In Italia, secondo l'ANaFe, l'Associazione nazionale fumo elettronico, i fumatori di sigarette elettroniche sono circa un milione, per lo più giovani, che utilizzano la e-cig in media 9 volte al giorno. Il loro numero è in costante crescita: nel 2010, sono state vendute 750 mila sigarette elettroniche, per poi arrivare a un totale di 2,5 milioni nel 2011 e a 3,5 milioni nel 2012. Questi dati sono stati influenzati anche dalla maggiore convenienza economica: per un fumatore medio, la spesa annuale è di 350 euro per le e-cig contro i 1.460 euro per le sigarette tradizionali. In pochi anni, si è sviluppato un nuovo mercato che oggi conta 1.500 punti vendita (che potrebbero diventare 4 mila entro la fine del 2013), con un fatturato che nel solo 2012 ha raggiunto i 350 milioni di euro. Un settore che, tra strutture commerciali e produzione diretta, dà lavoro a 4 mila persone. A livello globale, il mercato della sigaretta elettronica ha superato il miliardo e mezzo di euro.

Tra nicotina e aromi, secondo un'indagine Doxa-ISS-Istituto Mario Negri, i consumatori di sigarette elettroniche, abituali e occasionali, preferiscono nettamente le e-cig a base di nicotina (il 69,1% dei fumatori occasionali, il 93% di quelli abituali). Per quanto riguarda gli effetti della e-cig sul consumo di sigarette convenzionali, il 44,4% dei consumatori ha diminuito leggermente il numero di sigarette fumate, il 22,9% lo ha ridotto drasticamente, il 22,1% non ha modificato il proprio comportamento e il 10,6% ha smesso del tutto.

Dati che evidenziano l'urgenza di approfondire gli effetti sulla salute della sigaretta elettronica e la sua validità come terapia per smettere di fumare. Questi sono i temi della ricerca condotta da I-Think, che analizza le varie posizioni assunte a livello internazionale sia da un punto di vista scientifico che normativo, non ancora concordi nell'assimilare le e-cig a un prodotto farmaceutico o a un prodotto del tabacco. Una situazione complessa che deriva dall'assenza di trial clinici controllati, indipendenti e di grandi dimensioni, relativi agli effetti a lungo termine delle sigarette elettroniche.

In particolare, in Italia, sono stati condotti diversi studi e altri sono attualmente in corso, tra cui quelli dell'Università di Catania e dell'Istituto Europeo di Oncologia sull'uso della sigaretta elettronica per la disassuefazione. Per quanto riguarda il mercato, nel nostro paese è totalmente liberalizzato, con obbligo del marchio CE, con pericolosità riconosciuta solo per le sigarette contenenti nicotina e divieto per i minori di diciotto anni - pertanto nelle scuole - e sconsigliate per le donne in gravidanza e per quelle che allattano.

Da qui, secondo I-Think, la necessità di predisporre una proposta di legge ad hoc che promuova trial clinici, standard di produzione, distribuzione e informazione rigorosi, lotta al contrabbando, controllo sulle strategie pubblicitarie, divieto per i minori e sensibilizzazione sui corretti stili di vita.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)

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Tumori: in Italia i malati vivono più a lungo della media europea

I malati di cancro, in Italia, vivono più a lungo rispetto alla media europea. A cinque anni dalla diagnosi, può affermare di avercela fatta il 52,3% degli uomini (la media europea è del 46,5%) e il 60,6% delle donne (il 58,2% nella UE). Questo dato è stato reso noto durante la presentazione della fondazione ''Insieme contro il cancro'', avvenuta oggi al ministero della Salute, a Roma. La fondazione, presieduta dal professor Francesco Cognetti, conta nel comitato d'onore uomini delle istituzioni, del giornalismo, dello sport e dello spettacolo, tra cui il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, Gianni Letta, Giancarlo Abete, Francesco Gaetano Caltagirone, Carlo Verdone e Francesco Totti.

In Italia, 2,25 milioni di persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore e, di queste, 1,2 milioni sono guarite. La spesa sanitaria per i malati di cancro è di circa 8 miliardi all'anno (lo 0,5% del Pil e il 33% delle disabilità riconosciute ogni anno dall'Inps), e ogni paziente costa al SSN 25.800 euro: costi, avvertono alla fondazione, destinati ad aumentare ''perché di cancro si muore meno e l'assistenza si protrae nel tempo''. Tra i principali impegni della fondazione c'è l'informazione ai malati, che, come ha affermato il vice presidente Franco De Lorenzo, ''è, per loro, la prima medicina: gli strumenti informativi riducono l'ansia nei pazienti''. Inoltre, il presidente dell'associazione italiana di oncologia medica (AIOM), Stefano Cascinu, ha annunciato che il 40% di tutti gli introiti della neonata fondazione sarà destinato alla ricerca oncologica.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)